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Lombardia: Passo San Marco e lago di Lecco
L'itineriario ripropone una parte della 13a tappa del 71° Giro d’Italia, da Bergamo a Chiesa Val Malenco attraverso le Alpi Orobie, miscela di storia, arte e tradizione immerse in un incatevole paesaggio.
Il percorso
L'itinerario prende l’avvio da San Pellegrino Terme e punta, leggermente in salita, a nord, verso San Giovanni Bianco, alla confluenza tra il fiume Enna e il Brembo.
Da qui si prosegue per Piazza Brembana, pedalando lungo il fiume Brembo.
Si attraversa il nucleo medioevale di San Giovanni, caratterizzato da ben sette ponti, di cui quattro sul Brembo e tre sull’Enna.
Al centro della piazza, il monumento all’uomo d’arme del Quattrocento che, secondo la tradizione, donò alla comunità una spina della corona di Cristo conservata in San Giovanni Evangelista.
Pochi kilometri di strada per arrivare a Piazza Brembana, alle pendici del Monte Torcola.
Lasciata Piazza Brembana, allo svincolo si punta, sempre in leggera salita, verso Olmo al Brembo.
Dopo Olmo, ignorando le deviazioni a destra per Piazzolo e Piazzatorre, si inizia a salire con maggiore decisione alla volta di Mezzoldo, sempre lungo il fiume Brembo.
12 kilometri agli otto tornanti ravvicinati che ci porteranno a raggiungere il primo valico: il Passo di San Marco a 1985 metri, importantissima via dei commerci all’epoca della Serenissima, tra i territori di quest’ultima e la Svizzera.
Varcato il Passo siamo nelle Alpi Orobie, si attraversiamo il parco omonimo.
Quasi 1000 metri di dislivello e nove tornanti da percorrere per scendere ad Albaredo, simpatica località turistica.
Un breve tratto rettilineo e, lasciate sulla destra le case di Valle, si passa anche Arzo, prima dell’ultima parte della discesa che, a ravvicinati tornanti, conduce a Morbegno, nella bassa Valtellina. Allo sbocco della Val Gerola, Morbegno è un importante centro economico che vale la pena di visitare.
Oltrepassato Morbegno, ci si dirige a ovest, lasciando il percorso della tappa che invece andò a est, fino a imboccare la S.S. 38, in direzione Rogolo. Un bel tratto in falsopiano, di poco più di 10 km, porta fino allo svincolo che si allaccia, a destra, alla S.S. 36, dove proseguendo verso sud, in direzione di Colico, bisogna imboccare il lungo lago (e non la tangenziale).
La pedalata continua lungo il lago, sempre in falsopiano, fino a Lecco. Da Colico, lungo il laghetto di Piona, in leggera salita, si tocca Olgiasca, lasciando, a destra, la strada che porta alla abbazia di Piona.
In breve si raggiunge Borgo, sul lago, uno dei tre nuclei storici di Dervio.
Passando attraverso i pittoreschi centri in quattro kilometri siamo a Bellano, sul delta del torrente Pioverna.
Cinque kilometri e si arriva alle porte di Varenna.
Qui si seguono le indicazioni per il centro, per evitare una galleria. Suggestiva la passeggiata al lago.
Ancora una breve pedalata e si arriva dapprima a Lierna,e , subito dopo, a Mandellodel Lario, il cui abitato forma praticamente un tutt’uno con quello di Abbadia Lariana, appena oltre.
Mandello, dominato dalle balze della Grigna settentrionale, è famoso per le sue officine meccaniche, tra le quali spicca quella delle Moto Guzzi.
Ultimi 10 km di falsopiano, lungo il lago, prima di arrivare a Lecco. Lecco, in cui Manzoni ambientò “I Promessi Sposi”!
Vale la pena vedere la villa Manzoni, dove lo scrittore soggiornò a lungo.
Si riparte in salita oer 30 kilometri.
Usciti da Lecco, superati i borghi di Malavedo e Laorca, sempre in salita, l'orizzonte si allarga verso la conca di Ballabio, in un ambiente montano di grande bellezza, sovrastato a destra dal gruppo del Resegone.
Superata la biforcazione per Morterone, sulla destra, si raggiunge Ballabio inferiore. Poco oltre, a sinistra, sorge il borgo superiore, quest’ultimo più integro, a dominio delle valli del Gerenzone e del Pioverna.
Da qui, un rettilineo di circa 11 km ci consente di giungere al Colle di Balisio, aperto pianoro sulla valle del Pioverna, che segna l’inizio della Valsassina.
Si continuando sulla strada principale, in discesa, fino al Ponte della Folla, abbandonandola per salire, a destra, verso l’altopiano morenico dove sono collocate Barzio, Cremeno e Maggio.
Superato un facile dislivello, si giunge a Barzio, la cui bellezza ambientale ne fa il principale luogo di villeggiatura della Valsassina.
Poco più di 3 km e si è a da Moggio, con una fatica finale per raggiungere il culmine della nostra salita che si chiama, appunto, Culmine San Pietro.
Otto kilometri di salita lungo i quali si stemperano 364 metri di dislivello, nei quattro tornanti che separano dalla cima a 1254 m.
Da qui scendiamo in Val Taleggio, percorrendo una strada serpeggiante, che attraversa prima l’abitato di Vedeseta antico borgo di scale, piazzette e sottopassaggi, e poi, dopo una breve risalita, ancora in ripida discesa tra stretti tornanti, Sottochiesa.
Poco oltre Sottochiesa il percorso si fa meno tortuoso, anche se sempre in discesa, e, attraversato l’Enna sul ponte del Becco, si percorre la suggestiva gola dell’Enna, tra pareti verticali, da cui si esce dopo tre kilometri raggiungendo la verde conca di Roncaglia e di San Giovanni Bianco. All’innesto sulla S.S. 470 si tiene la destra arrivando nuovamente al punto di partenza: San Pellegrino Terme. Info utili Come arrivare:
Il modo più facile per raggiungere San Pellegrino Terme è percorrere da Bergamo, che si trova lungo l’autostrada A4 Milano-Venezia, verso nord, la S.S. 470.
