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Piemonte: tra le Langhe ed il Monferrato

 

Questo itinerario ripercorre parzialmente la 19a tappa del 77° Giro d’Italia 1994, con partenza ed arrivo ad Acqui, pedalando su un tracciato molto vario.

Il percorso

L'itinerario inizia a nord di Acqui.
Appena usciti dalla città, si attraversa il passaggio a livello della ferrovia Asti-Genova e si pedala, in leggera salita, lungo la S.S. 456, tra i vigneti della Valle del Medrio, alla volta di Alice Bel Colle.
Attraversato il centro di questa cittadina al km 7.8, si lascia, in alto a destra, la parte antica, con il neoclassico palazzo municipale e la chiesa intitolata a San Giovanni.
Da qui la strada sale e si fa più tortuosa, fiancheggiando il rio Medrio e lasciando a sinistra la deviazione che ci condurrebbe a Castel Rocchero, il cui castello, è ora municipio.
Il bivio per Castel Rocchero segna il culmine di una specie di valico da cui si scende in direzione di Nizza Monferrato.
Dopo un breve rettilineo, si lascia, a destra, la deviazione per Fontanile.
La S.S. 456 si fa nuovamente tortuosa scendendo fino a Nizza, che lasciamo sulla nostra destra, sovrastata da splendide colline alla confluenza del torrente Nizza con il Belbo.

Attraversato il torrente Nizza, se ne segue il corso tenendolo a sinistra e poi, all’altezza del bivio per Castelnuovo Calcea, si abbandona la strada statale proseguendo dritti per Salere, attraversandola in poco più di un kilometro e mezzo in salita.
Altri due kilometri e, lasciando a destra le indicazioni per Agliano Terme, si continua fino al bivio per Burio, dove, raggiunto un culmine, si svolta a sinistra.
Da qui si scende fino al bivio per Boglietto e Asti, dove si inverte nuovamente direzione e pendenza, dato che si sale leggermente, svoltando a destra alla volta di San Bartolomeo, sobborgo industriale di Castagnole delle Lanze.
Si prosegue in salita per circa quattro kilometri lungo la Valle del Tinella, che abbandonandola all’altezza del bivio a destra per Neive.
Consigliata una visita alla confraternita di San Michele.
Da qui, lasciando il percorso della tappa che passò a nord di Alba, si continua per Barbaresco, noto per la produzione del Nebbiolo e del Barbaresco appunto, ma dopo poco tralasciamo la deviazione a destra per quest’ultimo paese per proseguire in direzione di Alba.

Correndo lungo il contrafforte che separa la Valle del Tinella da quella del Tanaro, tra vigneti, colline e castelli, si arriva ad Alba, cittadina ricca di tradizioni storiche, conosciuta anche come la capitale del vino e del tartufo. La città è raggiungibile con un percorso contorto fino ad attraversare la ferrovia.

Usciti a sud della città, (attenzione a non prendere la strada per Diano d’Alba): si imbocca invece la S.S. 29, percorrendo un rettilineo, al cui termine si trova il Santuario della Madonna di Moretta.
Una volta superato quest’ultimo, si arriva alla deviazione per Rodello, che si stacca sulla destra, dove si continua dritti.
Con una serie di tornanti si raggiunge il bivio per Benevello, ignorandolo, si continua la salita fino a raggiungere un culmine a quota 625 metri, da cui si scende, nell'incatevole paesaggio, verso la Valle del Belbo, lasciando poi a destra, in alto sul colle, Borgomale.
Attraversato il Belbo, e tagliata la S.S. 592, al quadrivio dell’osteria Campetto, si sale verso Castino, raggiungibile dopo quattro kilometri.
Merita interesse il complesso monastico del XII secolo di San Martino (poco fuori dall'abitato).
In ripida discesa si raggiunge il fondo della valle del Bormida di Millesimo e al bivio per Bubbio si tiene la destra raggiungendo, poco più a sud, Cortemilia, a monte della confluenza tra Uzzone e Bormida.
Cittadina ricca di storia, è divisa in due borghi dal Bormida: San Michele e San Pantaleo.

Lasciata alle spalle Cortemilia, e a destra la S.S. 339, si sale dolcemente, tra sontuosi castagni, lungo la S.S. 29 abbandonandola dopo Valle, per girare a sinistra in direzione di Gorrino.
Giunti alla successiva deviazione per questo paese, continuando a pedalare (ignorandola) fino a raggiungere un culmine a 636 metri di altitudine, da cui si gode una magnifica veduta.
Superato così il contrafforte che divide la Valle dell’Uzzone da quella del Bormida di Spigno e, lasciata a destra la deviazione per il Santuario di Todocco, si entra per un tratto in territorio ligure, dal paesaggio selvaggio.

Dopo Piana si arriva al bivio con la S.S. 30, nei pressi Pontevecchio, dove prendendo a si raggiunge pedalando a fianco del fiume Bormida, Spigno Monferrato.
Si ontinuiamo a pedalare tra le anse serpeggianti del Bormida sulla nostra sinistra, fino ad attraversare Montechiaro Piana, lasciando, a sinistra, la strada per Denice e, a destra, quella per Montechiaro Alto.
Giunti a un bivio, si tiene la destra per l’antico paese di Ponti, noto per la grande sagra di carnevale, conosciuta come “Sagra del Polentone”.
Un breve rettilineo ricongiunge alla strada abbandonata precedentemente, dove bisogna tenere la destra per Acqui.
In meno di 10 km, si arriva nuovamente Acqui Terme, dalla quale si è partiti, facendo attenzione a non prendere la tangenziale esterna che punta a sud della città, proseguendo invece dritti per il centro storico.

       

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