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Friuli: nel paesaggio della Carnia

 

L'itinerario propone una parte della 15a tappa del Giro d’Italia del 1987, in una zona del Friuli Venezia Giulia, dove paesaggi e tradizioni sono rimasti immutati nel tempo.

Il percorso

L’itinerario, nella sua parte iniziale, segue la S.S. 552 per Ampezzo, in un paesaggio di stupendo e solitario.
Si lascia Meduno, piccolo paese sul torrente Meduna, e ci si dirige, a nord-ovest, verso il lago di Tramonti.
8 km da fare in scioltezza in posizione elevata sul torrente Meduna.
Dopo 2 km si trova il primo bivio, a sinistra per Navarons, si prosegue dritto e in breve si raggiunge l’estremità sud del lago, di cui si percorre la riva a est lambendo Redona.
Al km 8 si lascia, a destra, la strada che conduce a Clauzetto e subito dopo si attraversa il torrente Chiarsò.
Si pedala in leggera salita, guadagnando così i primi 50 metri di dislivello.
Superata una specie di strettoia, si intravede la verdeggiante conca di Tramonti di Sotto, raggiungendola al km 12.2.
Interessante la chiesa dell’Assunta, del Quattrocento.
Lasciata, a destra, la deviazione per Tramonti di Mezzo, in poco più di 3 km si arriva a Tramonti di Sopra, con un altro strappo di 60 metri di dislivello.

Interessante la chiesa di San Floriano (santo particolarmente venerato nelle località montane perché protettore contro gli incendi), immersa tra alte montagne alla confluenza di due valli: quella del torrente Viélia e quella del Meduna.
Usciti da Tramonti di Sopra, si imbocca la valle del Viélia, percorrendola lasciando il torrente omonimo sulla destra, a una certa distanza.
Qui ha inizio il primo tratto di vera salita dell'itinerario: 12 km che separano dal Passo di Monte Rest, la meta.
Parte del tragitto si snoda in un percorso abbastanza fluido, mentre il resto, subito dopo aver tagliato il torrente Viéila, si avvita in un tortuoso susseguirsi di tornanti.
Sono circa 600 metri di dislivello, superati i quali si raggiunge il Passo di Monte Rest a 1060 metri, nella parte più bassa del monte che funge da spartiacque tra il Tagliamento e il Cellina.
Da qui, con una serie di altri tornanti, si scende fino ad attraversare il Tagliamento e, pedalando lungo la sua sponda sinistra, in un percorso un pò meno tortuoso, si giunge a Caprizi, a 518 m, con un laghetto artificiale che serve l’impianto idroelettrico.

Qui la pendenza si inverte nuovamente salendo alla Forcella di Priuso a 660 m, con vista sulla gigantesca frana che alla fine del Seicento travolse il paese di Borta sbarrando il fiume.
Pochi metri e, con una serie di tornanti in discesa, si incontra Priuso, che lasciandola sulla destra fino a incrociare la strada per Ampezzo: svolta a destra alla volta di Socchieve.
Si lascia a sinistra la deviazione per Mediis, sede del comune di Socchieve, che si attraversa subito dopo.
In 2 km si raggiunge Pieve di Castoia.
La chiesa di San Martino, con i quattrocenteschi affreschi, è il monumento più importante del piccolo centro.
Superata Enemonzo e Quinis, sempre pedalando nell’ampia e verde conca del Tagliamento, si giunge al bivio con la S.S. 355, dove si tiene la destra, attraversando Villa Santina, quasi interamente distrutta dal terremoto del 1976.
Un lungo rettifilo conduce rapidamente a Tolmezzo, il centro abitato più importante della Carnia, ai piedi della massiccia mole del Monte Amariana.
Da non perdere il museo delle tradizioni popolari nel Palazzo Campeis.
Interessante inoltre, la chiesa di Santa Caterina.

Si pedala intorno a Tolmezzo e seguendo il corso del torrente But, dirigendosi a nord-est lungo la S.S. 52 bis, principale via di comunicazione tra Udine e la Baviera, alla volta di Arta Terme.
Lasciate, a destra, le case di Imponzo, si raggiunge, attraverso verdi campagne, Zuglio, interessante centro archeologico di fondazione romana, alle pendici del Monte Cuar.
Sopra il paese sorge la più antica chiesa gotica della Carnia: San Pietro di Carniadella , vera opera d’arte.
Mezzo kilometro dopo si arriva ad Arta Terme, località di villeggiatura e cure termali.
Percorsi altri 7 km, in leggera salita, si deve lasciare la strada principale e tenere la sinistra per Sutrio, recente diventato meta anche per gli sport invernali.
Da qui la strada, salendo leggermente, piega decisamente a nord verso Cercivento, che si divide in superiore e inferiore.

Invertendo la direzione e puntando ora a ovest, si sale tra rocce arenarie, boschi e prati fino a raggiungere, in circa 6 km, l’aperta Sella Valcalda a 959 m, superando poco più di 350 metri di dislivello.
La veduta cade sulla splendida Val Pesarina, i monti di Ligosullo e la conca di Comeglians.
Lasciata, a destra, la strada che sale a Ravascletto, si scende a Povolaro, poi alla vicina Comeglians dove, c'è la chiesa di San Nicolò, piccolo gioiello in stile gotico.
Al bivio si lascia il percorso della tappa.
Si tiene la sinistra, facendo attenzione a imboccare la S.S. 355 e, quindi, la valle del torrente Degano, che riporterà a Villa Santina.
Procedendo in piano, si lasciano alcuni paesi sulla riva destra del torrente: Luincis, Chialina, Luint, Mione.
Correndo nella magnifica conca verde di Ovaro, ricca di prati e abeti, si scende verso Villa Santina e al grande bivio si taglia la S.S. 52, proseguendo poi per Invillino.

Attraversato il Tagliamento in direzione di Villa, dopo una curva a gomito, la strada compie un ampio tornante e si sale a Villa, mentre la pendenza cala leggermente in prossimità di Chiaulis, dove ci si immette, a destra, sulla strada per la Sella Chianzutan.
Qui la salita si fa più decisa fino a Chiaicis, in alto sulla sponda nord del lago di Verzegnis, dove il percorso diventa più tortuoso e impegnativo nel superare i tornanti che ci dalla Sella Chianzutan.
Intensa la vista sulla conca di Tolmezzo e sul Monte Amariana.
Da qui si scende con una serie di tornanti immersi in un paesaggio solitario, tra i faggi, lasciando, a destra, la strada per la Sella Chiampon e circa 4 km dopo aver attraversato San Francesco, bisogna abbandonare la strada principale per seguire, a sinistra, le indicazioni per Pielungo.
Superata la frazione, continuando per Clauzetto, si sale fino a Orton e caliamo poi, con qualche saliscendi, fino a Clauzetto. Da qui, seguendo per Paludea, si scende con decisione, arrivando in breve in questa frazione, dove c'è da tenere la destra per Travesio, raggiungibile in falsopiano.
Importante è la chiesa di San Pietro Apostolo.
Pochi kilometri separano da Meduno che si raggiunge passando da Toppo, pedalando in leggerissima salita.

Info utili Come arrivare. Per raggiungere facilmente Meduno, conviene portarsi prima fino a Pordenone, servita dalla A28, e di qui imboccare la S.S. 251, che va seguita fino a Maniago, da cui Meduno dista circa una decina di kilometri.

     

 

 



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