COMPARAZIONE

Vetrina

Geremeas - Mont'Arbu

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Luogo di partenza: Geremeas
Lunghezza : 36 Km
Dislivello : 910 m
Quota massima : 800 m
Tempo di percorrenza : 3-3,5h
Grado difficoltà : Abbastanza Impegnativo

La zona del percorso si trova nella parte meridionale del Sarrabus, territorio della Sardegna Sud Orientale, a circa 30 km. da Cagliari, raggiungibile percorrendo la Strada Provinciale costiera per Villasimius.
E' un comprensorio caratterizzato da rilievi montuosi che superano gli 800 m. dove è possibile ancora oggi trovare un ambiente naturale integro.
Il tracciato si articola nei territori comunali di Quartu Sant'Elena, Sinnai e Maracalagonis e conduce i bikers in sterrate e sentieri che regalano splendidi scenari fatti di promontori e rocce granitiche. Il percorso è mediamente difficoltoso e presenta quasi subito a freddo un tratto in salita un po' tosto, per il resto non presenta difficoltà di particolare rilievo.
Parcheggiata la macchina nei pressi del bivio per Kal'e Moru, controllati i freni ed allacciato il casco alla testa, imbocchiamo il breve tratto di asfalto che scende verso il vecchio monastero e prosegiamo sulla destra per la sterrata che in breve ci conduce alla base della salita che, purtroppo per le nostre gambe ancora fredde, si inerpica subito con pendenze notevoli. Dopo alcuni chilometri ed un breve tratto in discesa, comincia il pezzo più duro caratterizzato da alcuni tornanti intervallati da tratti lastricati in pietra, segno di un'antica carrareccia romana.
Dopo circa 5 km., nei pressi di un colle, la pendenza diventa notevolmente minore col sentiero che passa prima accanto ad una nicchia dove si trova una Madonnina, per poi costeggiare il rio Meriagu Mannu in prossimità di una cascata incastonata tra le rocce di una gola che merita una breve sosta. La sterrata riprende a salire con una pendenza media e qualche breve strappo che ci porta sino a Arcu s'Ollioni e la Dispensa Sanguinetti dove la vegetazione diventa fitto bosco.
Tutte le escursioni fatte in questa località sono state coronate dall'avvistamento di cervi che, colti di sorpresa e spaventati, si nascondono rapidamente scomparendo nel bosco. Durante il km. 14 circa, si giunge al secondo bivio ad "Y" dove lasciamo la larga strada sterrata per inserirci sulla sinistra in un sentiero che in salita ci porta prima alla Sfinge, una particolarissima formazione granitica che ricorda vagamente il monumento dell'Egitto e dalla quale si apre un panorama mozzafiato sulla piana di Castiadas e sul litorale di Costa Rei a nord del quale spunta il promontorio di Capo Ferrato.
Proseguendo sul sentiero che piega a sinistra risaliamo faticosamente su un fondo molto sconnesso che sovente si apre verso scorci panoramici meravigliosi nei quali distinguiamo il Monte Sette Fratelli (1023), il roccioso promontorio del Monte Eccas (918) percorso sul costone volto a sud dalla tortuosa sterrata che da Dispensa Vecchia (400) porta a Codoleddu (700) e la verde vallata che riporta sino al mare di Geremeas.
Proseguendo saliamo ancora passando vicini alla vetta di Mont'Arbu (803) dopo la quale il sentiero comincia a scendere e, tenendo la destra al bivio successivo, ci ritroviamo nuovamente ad Arcu s'Ollioni sulla sterrata della quale calpestiamo solo il ciglio perchè ci buttiamo subito sulla nostra destra per il single track che, attraverso passaggi tecnici, brevi tratti in fuori sella (leggasi brevi tratti fatti a piedi!) e cespugli di rovi che a furia di farci da tunnel talvolta ci abbracciano lasciandoci dei bei segnetti color rosso sangue!, ci conduce alla Dispensa Vecchia (400) in corrispondenza della quale svoltiamo a sinistra per inserirci poco dopo sul ramo destro di un bivio ad "Y" per iniziare la discesa di rientro a Geremeas.
Si tratta di una discesa molto bella ed impegnativa, da fare tutta in un fiato lungo una sterrata che attraversa 3 tipi diversi di paesaggio: si comincia con un fitto bosco attraverso il quale il nostro passaggio avviene tra cambi di pendenza e tratti tecnici. Improvvisamente la vegetazione di alto fusto lascia il posto ad un cespugliato che ci consente di spaziare con la vista nella vallata che stiamo percorrendo. Siamo nel tratto più impegnativo, dove tratti tecnici e pietrosi si alternano a lastricati di pietra che costituivano la pavimentazione di antiche carrareccie romane. Infine ci troviamo nel terzo tratto, il più brullo dove la vegetazione è ancora più bassa e scarsa. E' il tratto finale della discesa che ben presto diventa praticamente pianeggiante per portarci di nuovo al vecchio monastero e di li alle nostre macchine dove ci attendono cibo, bevande e riposo.

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