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Un lettore di Bicishop racconta...

Provo a raccontare la mia scoperta e l'approccio che ho avuto con il cardiofrequenzimetro.
Dunque... Circa quattro anni fa, notando che ogni sei mesi dovevo allargare la cintura di un buco, ho deciso di iscrivermi ad una palestra.


"Se non soffri, non funziona" mi disse un collega. Ed io allora ho cominciato con il peggior attrezzo da tortura di ogni palestra che si rispetti: il vogatore. Prima non riuscivo a fare più di cinque minuti. Poi, piano piano, dieci, quindici, venti! In venti minuti arrivavo prima a 4500 metri, poi a 4800, poi un giorno il trionfo: superati i 5000 metri!
Il record lo ricordo ancora: 5124 metri in 20 minuti esatti! Sono, caloria più, caloria meno, 340 Calorie -che non sono poche.
Ho continuato così per mesi finché, dopo la classica influenza debilitante, niente: non sono più riuscito a superare i 10 minuti.
Piano piano stavo recuperando tutti i buchi della cintura che a fatica avevo eliminato. Poi, lo scorso compleanno, mi è stato regalato un cardiofrequenzimetro: tu inserisci età, sesso e peso e loro ti dicono quanto sei grasso e quanto dovresti dimagrire ... (beh, questo è quel che si deduce leggendo il severo responso: "Sovrappeso"!). Io odio leggere il "manuale d'uso" (vado sempre a tentativi), però una cosa semplice l'ho capita: la massima efficienza nello svolgere un' attività sportiva è quando ci si esercita "nella zona", cioè quando il numero di pulsazioni è fra due limiti espressi in percentuale rispetto al numero massimo di pulsazioni.
Quest' ultimo è in funzione di età, peso e sesso. Sarebbe un bel guaio calcolare tutto ogni volta e prendersi le pulsazioni mentre si corre (io già vado a sbattere normalmente, se dovessi correre guardando un orologio ...). Quel regalo invece calcola tutto da solo e fa bip-bip se si esce dalla zona...
Ora al vogatore ogni volta, quattro volte la settimana, faccio mezz'ora! Il trucco? Ovviamente vado più piano: con il ritmo che avevo prima spingevo il mio cuore al limite, con due conseguenze: 1. mi stancavo subito e così non riuscivo a continuare e 2. una di queste volte ci avrei potuto rimettere le penne! Ora vado "più piano", ma si sa: "chi va piano va sano e va lontano, chi va forte va alla morte!" Insomma, riesco a fare mezz' ora e a consumare 450 Calorie. Ho perciò imparato a "lavorare più efficientemente": quando le pulsazioni sono basse (la mia "zona" è fra le 117 e le 153 pulsazioni al minuto) so che posso andare un po' più forte, ma appena sento il bip-bip rallento, continuando così a bruciare calorie (e a dimagrire) senza stramazzare. Quindi io ai cardiofrequenzimetri devo il buon funzionamento del fisico e l'ottimo rendimento dei miei esercizi.
   (Ringraziamo il sig. Marco, nostro lettore ed amico)          

 



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