COMPARAZIONE

Vetrina

Civiltà e rispetto per la natura

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Abbiamo deciso di continuare con il tema "ecologia e bicicletta"; dopo avervi proposto l'argomento delle piste ciclabili, ci pareva doveroso sottolineare quanto sia importante essere rispettosi ed attenti in prima persona verso l'ambiente che ci circonda, si tratti di una città o di un monte, e prima ancora di chiedere la costruzione di strade, piste o sentieri.

E' periodo di vacanza e viene voglia di recarsi in montagna per pedalare fra scenari incantati con vette, boschi, corsi d'acqua.
Tutte queste attrattive, che spesso sono il motore vero e proprio delle uscite in bici, hanno bisogno di grande rispetto che spesso, soprattutto in Italia, manca.
Così si vedono in giro scempiaggini d'ogni tipo: cartacce e rifiuti vari sparsi ovunque, camere d'aria forate abbandonate in mezzo al bosco, fiori calpestati, lattine e sporte di plastica con rifiuti gettati in mezzo all'erba: l'elenco potrebbe proseguire, ma lo spettacolo non è edificante.
Purtroppo per noi, però, tale sfregio alla natura non è compiuto solamente da famigliole incivili o escursionisti della domenica che pensano di poter fare su una vetta quello che fanno in città, cioè inquinare, ma spesso anche da Bikers.
A me è capitato personalmente di vedere le camere d'aria abbandonate o
le buste degli energizzanti, oppure ancora le bombolette usate di CO2, tutti segni inequivocabili che anche nel mondo della MTB ci sono segni d'inciviltà.
Molti lettori saranno sdegnati da questo, ma va ricordato che per ritenersi estranei da tali accuse, occorre anche aver agito in modo da prevenire tali scempi.
Tutti coloro che nelle uscite con gli amici hanno assistito silenziosi al getto di un fazzoletto o di altre schifezze, sono ugualmente "colpevoli".
E' infatti importantissimo educare le persone prive di "sensibilità naturale" al rispetto di beni che sono patrimonio dell'intera comunità.
Teniamo presente i tempi di smaltimento naturali dei rifiuti, cioè del tempo che la natura impiega ad eliminare le immondizie: si va dai pochi mesi per la buccia di banana, agli anni per la carta e simili, fino al paio di secoli per plastica, alluminio e simili.
Penso che questi dati parlino da soli.

(Ringraziamo il sig. Alessandro Pezzi: il suo articolo on-line ci ha ispirati)

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